31/12/2011

Vive da 82 anni con una pallottola nel cranio e sta bene

pallottola.jpgLa rivista medica New England Journal of Medicine ha pubblicato oggi le radiografie della testa di un uomo, che quando aveva tre anni, ora ne ha 85, fu colpito accidentalmente alla testa con un colpo di pistola dal fratello maggiore. La pallottola 1,2-0,7 pollici gli entrò nel naso e lui svenne.
Per 82 anni nonostante avesse una pallottola nel cranio ha avuto una vita normale.
L’uomo, la cui identità non è stata comunicata, ricorda ancora come 82 anni prima, ha perso i sensi e si è svegliato diverse ore dopo. Poi si è ripreso senza alcuna assistenza medica. Da adulto è diventato un ingegnere di successo ed ha avuto anche un riconoscimento importante da parte delle autorità dell’Unione Sovietica.

Fonte: exspress-news

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Cagnetta generosa allatta una scimmia insieme ai suoi 7 cuccioli

Una cagnetta, di un remoto villaggio nel nord-est del Bangladesh, è diventata una piccola celebrità perchè allatta un cucciolo di scimmia.

cagnetta.jpg


La scimmietta era stata abbandonata, nel villaggio, da un gruppo di esemplari adulti, ed era stata trovata dagli abitanti, dopo che erano riusciti a far sloggiare l’intero branco. Decine di persone si sono recate a casa di Shipar Reza, nel villaggio di Bishwanathpurper, per assistere all’inusuale poppata offerta dalla sua cagnetta Mintu, che ha da poco partorito sette cuccioli.
La scimmia ha solo pochi giorni, quando gli abitanti del villaggio l’hanno trovata, e cioè dopo essere stati sequestrati da un branco di scimmie, che avevano danneggiato perfino un campo di riso. “Il giorno dopo, la piccola scimmia si è unita agli altri cuccioli e ha iniziato a prendere il latte da Mintu. Mintu da allora ha adottato la scimmietta abbandonata come fosse un suo cucciolo. Dorme con Mintu e gli altri cuccioli”, ha detto il proprietario.. “Mintu abbaia e reagisce con rabbia se qualcuno disturba la scimmietta, la porta sulla schiena come se andasse a cavallo e vanno in giro per il villaggio.

Fonte: exspress-news

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Sposarsi a 90 anni, si può

sposi.pngDue anziani in casa di riposo convolano a giuste nozze...

Una favola che ricomincia, la vita che continua e che non ha nessuna intenzione di finire: due anziani di 91 anni, entrambi residenti ad un villaggio per pensionati a James Island, Carolina del Sud, si sono sposati. Entrambi avevano perso il loro precedente compagno, lei non più di due anni fa; quando si è poi trasferita nella casa di riposo, i due si sono ritrovati, si sono piaciuti e si sono sposati.

SPOSI E CONTENTI – William Thomas e Margaret McSpadden: lui, già ufficiale di aviazione, “pilota personale di Dwight Eisenhower”, racconta la famiglia; lei negoziante, proprietaria di un negozio di antiquariato per oltre 40 anni. “Non era qualcosa che mi aspettassi”, dice lui, che ha promesso eterno amore alla donna nella cappella della casa di riposo; “siamo molto felici”, dice lei – che secondo il Post and Courier “dimostra molti meno anni di quanti ne abbia” – “credo che staremo insieme per più di 10 anni”. Come marito e moglie, s’intende, perché i due si conoscono da “più di 40 anni”: “Insieme ai rispettivi compagni andavano a cena insieme, giocavano insieme a golf, viaggiavano insieme”: insomma, un legame già solido che si rinsalda ulteriormente. I figli parlano dell’ex colonnello come di un uomo “avventuroso”, che è finito “per due volte su History Channel” dopo aver tenuto una lezione “di un ora” parlando “all’impronta” presso la Middle Tennessee State University, che li “ispira costantemente”, li “sorprende con il suo senso dell’avventura”: “Sembra non ci sia niente che non possa fare”. I due sposini, però, non si trasferiranno a vivere insieme, ma ognuno manterrà il suo appartamento perché “c’è così tanto spazio”.

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La peggiore baraccopoli del mondo

barraccopoli.jpgLa passeggiata del NYT a Dharavi, la corte dei miracoli indiana. Tra lavoro, sporcizia, politica, educazione e speranza...

Il New York Times ci porta a Dharavi, ai margini della più grande baraccopoli dell’India, all’interno della città economicamente più forte del Paese, Mumbai. Si parte da un palazzo di quattro piani tagliato a metà. Una parte è stata demolita. L’altra sta in piedi a fatica. Eppure in ogni piano c’è gente che lavora. Assembla prodotti, taglia jeans, cuce, crea moda. Nei labirinti della baraccopoli di Dharavi ci sono 60 mila strutture, molte delle quali fatiscenti, e più di un milione di lavoratori in una zona grande due terzi di Central Park.

DI CHE SI TRATTA – Dharavi è la peggiore baraccopoli del mondo, specchio della miseria indiana. Eppure è una zona economicamente ricca, con un prodotto interno lordo che va dai 600 milioni al miliardo di dollari. “Si tratta di un’economia parallela”, ha detto il signor Mobin, la cui famiglia è impegnata in numerosi affari nella baraccopoli. In India, al contrario del resto del mondo, ci sono due economie.  L’India è una potenza economica in espansione, e molti settori lavorano ancora nell’ombra. Nell’economia “istituzionale” si pagano le tasse, si regolarizzano i lavoratori e ci si prepara all’ingresso nell’alta società mondiale. L’economia “informale” invece, è caratterizzata da milioni di piccoli negozianti, contadini, muratori, tassisti, venditori da strada, tutto fare e tanti altri ancora. Secondo gli esperti, sarebbe proprio l’economia informale indiana a trainarla e a spingerla, con un tasso di crescita pari al 90 per cento della produzione complessiva. Il tutto lontano dagli sguardi indiscreti del Governo.

LE DIFFICOLTA’ – Per anni lo Stato ha cercato di sviluppare specifiche zone manifatturiere. Dharavi invece può essere paragonata a un “porto franco” per poveri. “Il problema indiano è che il governo non ha fatto niente per facilitare l’ingresso nell’economia istituzionale, e per questo motivo che l’informale tira ancora così tanto”, ha dichiarato Eswar Prasad, economista. Dharavi è un fenomeno così stupefacente da essere stato studiato anche alla Business School di Harvard. “Dharavi a prima vista potrebbe essere solo una baraccopoli. In realtà è una città parallela”, ha detto Gautam Chatterjee, segretario del Ministero per le abitazioni nello stato di Maharashtra. E in quanto parallela è sicuramente fragile. Le strade puzzano di liquame. Nell’area c’è un’odore dolciastro. Mancano i servizi igienici e l’acqua. Non c’è spazio. Otto operai vivono in una piccola stanza. Manca l’igiene. La diarrea e la malaria sono malattie più che comuni. La tubercolosi aleggia come fosse una farfalla. Dharavi viene catalogata dallo Stato come un problema irrisolto, un emblema della povertà.

FORZA INTERIORE - Il traffico è vivo. Troppo. Mosche e zanzare vivacchiano sui cibi e sulle pecore presenti. Dieci famiglie si dividono un rubinetto che distribuisce acqua per tre sole ore al giorno, tempo sufficiente perché si possano riempire almeno due taniche. 3 centesimi e si può fare la cacca. I liquami di fogna scorrono per strada. Sono 3000 gli abitanti della baraccopoli ricoverati ogni giorno per asma e diarrea. Eppure la gente non si piange addosso. Non soffre per le sue condizioni. Cerca di andare avanti. Una terra in cui chiunque ha voglia di lavorare e mettersi in gioco trova il suo spazio.

IL RUOLO DELLA POLITICA – La politica parla ai quattro venti della necessità di un’evoluzione di Dharavi. Non per chi ci abita, ma per la classe media che vorrebbe “colonizzare” la città informale. Se Mumbai è il simbolo dell’esplosione economica dell’India, Dharavi negli ultimi anni sta attirando l’interesse del mondo economico. Una baraccopoli cresciuta come una grande città, con tutti gli imbarazzi della classe politica. Dharavi rappresenta la voglia di emergere delle baraccopoli del Paese, Mumbai compresa. “La gente viene qua, impara un lavoro e lo porta nelle sue baraccopoli”, ha detto Vineet Joglekar, un leader locale. A Dharavi sono ancora in pochi a pagare le tasse. I politici fanno il giro della baraccopoli per raccogliere voti e poco altro.

IL TENTATIVO DEI GANDHI – Eppure negli anni ’80 la politica cercò di dare risposte serie a questa baraccopoli. Rajiv Gandhi stanziò un milione di rupie per un programma che portasse all’evoluzione civile di Dharavi. Eppure dopo 30 anni non è cambiato nulla. Si parla ancora della necessità di emancipare la città nella città. Oggi la corte dei miracoli vale milioni di dollari. I privati vorrebbero impossessarsene per svilupparla, e non certo in favore degli abitanti. Un piano del 2006 prevedeva la costruzione di abitazioni residenziali nel suo cuore pulsante. I locali avversarono il piano, che rimase nel cassetto fino ai giorni nostri.

EDUCAZIONE - La vera speranza a Dharavi si chiama educazione. Nessuno si preoccupa della religione. I genitori vogliono che i loro figli imparino l’inglese, ritenuto il passaporto per scappare dalla lì. La scuola è anche la via per sottrarre molti piccoli al lavoro, visto come unica alternativa all’educazione, senza contare che spesso chi viene dalla baraccopoli viene visto male anche dagli stessi insegnanti, provenienti magari da zone in cui la baraccopoli fa rima con povertà, disperazione, puzza. Dharavi con Mumbai. La fame e la sete. L’immagine di un paese, l’India, ancora incapace di riconoscere e apprezzare la propria diversità. Un paese “parallelo” che si accetta così com’è e che forse deve la sua forza proprio alla sua varietà.

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“Abbiamo catturato lo Yeti”

yeti.pngLa buffissima storia di una “mostruosa” creatura in Russia. Ma…Un funzionario della guardia di confine in Ingushetia, piccola repubblica a nord del Caucaso, parte della Federazione Russa, ha catturato lo Yeti, o meglio, “una mostruosa creatura che sembra lo Yeti”, secondo la Pravda. Parliamo di un gigantesco ominide alto più di due metri che stava mangiando una pecora, un essere mostruoso a metà fra un orso e il gorilla che sembrava essere proprio l’abominevole uomo delle nevi.

LO YETI! – Le piccole agenzie e la Pravda russa riportano notizie e video. “Molti giorni fa”, riporta Interfax, “un cacciatore nel distretto Jeirahsky ha visto uno strano animale che sembrava un orso. Aveva preso una pecora e l’aveva portata nei boschi. Il cacciatore ha seguito l’orso e gli ha sparato varie volte. L’animale è saltato sulle sue gambe posteriori ed è scappato via. Le guardie del confine hanno pattugliato il territorio oggi e hanno trovato lo strano animale in un rifugio”. “Ti dico”, parla il cacciatore. “Sembra un gorilla. E’ alto almeno due metri. Crediamo sia una femmina, ma è davvero grosso. Un gorilla di solito si muove a quattro zampe, ma questa creatura stava in piedi, come un umano. Ruggisce e fa strani suoni”. Continua: “C’è chi dice che sia un gorilla, altri uno Yeti. Io, francamente, non so di cosa si tratti”.

OPPURE NO? – Lo sa il ministro della Salute dell’Ingushetia, però, Bagaudin Marshani, che per primo ha diffuso la notizia della cattura. Vi siete sbagliati, ha detto: è tutta una nostra trovata divertente per Capodanno. “E’ un pupazzo a dimensione naturale che useremo per le feste. Sarà il nostro Yeti per tre giorni, dal 29 al 31 dicembre”. Come a spiegare l’intera operazione pubblicitaria, il ministro continua: “La festa per i bambini inizierà alle 2 di pomeriggio. Verranno a vedere lo Yeti che abbiamo “catturato”. Ci saranno animali parlanti, un lupo, uno scoiattolo e altri. Anche la guardia di confine smentisce: “Non abbiamo catturato nessuno Yeti”.

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29/12/2011

La bistecca che brillava di luce propria

bistecca.jpgUna coppia in Cina ha potuto cenare a lume di candela, ma senza candele: illuminata dalla propria bistecca! La coppia, residente nella provincia di Sichuan, ha gustato la carne senza sospetti, prima di notare che ciò che rimaneva della carcassa della mucca macellata splendeva nel buio. I due avevano deciso di conservare i resti della carcassa appendendola alla parete e, solo così, hanno notato il bagliore bluastro che emetteva. La causa più quotata del bagliore è stata identificata in un batterio. Lo scorso anno un certo numero di residenti nella città di Changsha avevano scoperto che la carne di maiale, acquistata in un supermercato locale, emetteva un bagliore blu di notte. Gli ispettori sanitari avevano rivelato che la luce blu era da attribuire ad una contaminazione batterica secondaria, secondo quanto riporta il Daily Mail.

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CATTURATO IL PESCE MANGIA TESTICOLI

pesce.jpgStava disseminando il panico tra i giovani pescatori della Papuasia un pesce chiamato dai locali "tagliatore di testicoli". Il grosso animale, infatti, si difendeva dagli uomini colpendo proprio alla delicatissima zona. Ma un pescatore britannico, il 53enne Jeremy Wade, con molto coraggio si è lanciato alla caccia del pesce, e dopo settimane è riuscito a catturare un esemplare di Pacu dal peso di oltre 18 chili. Il pescatore è stato sorpreso nel notare che la bestia ha una dentatura del tutto simile a quella dell'uomo, con la quale aveva castrato numerose vittime.

Fonte: leggo

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28/12/2011

La sciarpa copri seno a forma di tetta

Questa sciarpa è fatta a forma di tetta e serve proprio a coprire…il seno.  Ad idearla è il designer BoobsRus per il sito Etsy.

 

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Alcune sciarpe sono di colore bianco, altre di colore marrone. Alcune hanno tatuato un capezzolo di varie dimensioni. Sono state realizzate negli Stati Uniti a mano e costano 25 dollari: per ogni sciarpa acquistata, un dollaro verrà donato alla ricerca sul cancro al seno.

Fonte: blitzquotidiano.it

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Juzcar, Spagna: la città blu per i Puffi e per la grana

Un paesino della Spagna interamente pitturato di blu per far da pubblicità al film dei Puffi. E’ successo in Spagna nel piccolo paese di Juzcar, 221 anime e un gruppetto di case che una volta erano bianche.

città x puffi.jpgA Juzcar si è presentata la Sony con un’offerta di quelle che apparivano irrinunciabili: secchi di vernice blu, e la promessa di riverniciare tutto di bianco sei mesi dopo. Gli spagnoli hanno accettato la proposta: male che andasse si sarebbero comunque ritrovati con un paio di tinture gratis. Nel Paese, però, nonostante il film non fosse di quelli indimenticabili, in pochi mesi si sono materializzati dal nulla 80 mila turisti. Così, quando la Sony è arrivata con la vernice bianca, gli abitanti di Juzcar hanno declinato l’offerta scegliendo di tenersi le case blu. Come in tutte le democrazie che si rispettino c’è stato il voto: per le case dei puffi hanno votato in 133, contro in 41. Juzcar resterà Pufflandia per ancora qualche tempo.

Fonte: blitzquotidiano.it

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Medusa, il serpente più lungo del mondo

Quasi 8 metri di lunghezza per 136 kg, ci voglio 15 persone per tenerlo.

medusa.jpgEccolo il serpente più grande del mondo. Il massiccio pitone, che sarà in mostra a al Edge of the Hell, la casa infestata  a Kansas City, mangia un animale  di più di 18 kg una volta a settimana, ma potrebbe facilmente mangiare qualsiasi cosa superi i 45 kg.

IL GUINNESS DEI PRIMATI – Medusa, questo il nome della pitonessa gigante, verrà presto visitata dai rappresentanti del libro dei Guinness che andranno a verificase se effettivamente sia il serpente più grande del mondo.

IL PADRONE - Il padrone di Medusa, Larry Elgar,  ha dichiarato alla NBC  che non si lascia intimidire dal suo serpente, “è vero, si tratta di mangiatori di uomini ma la paura è solo mancanza di comprensione -ha dichiarato Elgar- Mi è capitato di essere stato avvolto e stordito da un pitone reticolato lungo solo 5 mentri e mezzo”, dunque è valido il detto che “le dimensioni non contano”. ” Sono consapevole dei rischi -continua il padrone di Medusa- ma non c’è ragione di aver paura di lei. L’automobile ha ucciso più persone di qualsiasi altra cosa la mondo, ad esempio, ma nessuna ha paura quando inserisci le chavi per metterla in moto”.

IL PICCOLO SERPENTELLO – il signor Edgar ha detto che ha comprato il serpente sette anni fa, che  è ancora come un bambino che sta crescendo. Quando l’ha preso era lungo 60 centimetri ed era grande come il suo dito.  Medusa è il degno successore di Fluffy, un pitone reticolarto, lungo più di 7 mentri ha tenuto il record per essere il serpente più longevo in cattività fino alla sua morte, avvenuta nello zoo di Columbus, in Ohio, lo scorso ottobre.

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