29/01/2012
Ponte rischia di crollare… per colpa degli sputi
Il ponte di Howrah, nella città indiana di Kolkata è a rischio di crollo. Ma la colpa non sono l’età, errori di progettazione o eventi naturali. Il colpevole è lo sputo. Infatti, nella città ha molto successo il baan, una specie di gomma da masticare – stimolante fatta artigianalmente, che è un misto di foglie e noci di palme e calce spenta. Solo che gli abitanti hanno l’abitudine di sputare poi questo miscuglio alla base delle colonne del ponte che dividono la strada dal passaggio pedonale. L’effetto, nel corso degli anni, è stato però disastroso: infatti, le colonne ora presentano gravi segni di corrosione, che ha gravemente indebolito la struttura. In diversi punti, lo spessore del metallo è sceso da 6 ad appena 3 millimetri. Le autorità stanno cercando di trovare una soluzione al problema, innanzi tutto per evitare che la situazione continui a peggiorare, anche se sono in molti a ritenere che dovranno essere effettuati importanti interventi di manutenzione straordinaria del ponte.
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14:20 Scritto da: superpronostico in notizie curiose | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Cercate di essere più chiari con le notizie: primo, la citta è Calcutta, non costringete la gente a cercare le traduzioni. Secondo, la mistura è formata da una foglia di "betel" specie di palma, con all'interno un pò di calce viva che masticata, dà alla bocca e poi allo sputo, un caratteristico colore rosso vivo. Non sapevo che corrodeva il ferro. Questa è nuova.
Scritto da: giovanni botta | 13/01/2012
Rispondi a questo commentonon è una risposta ma una correzione, nel senso che non sono le foglie di "betel" ad essere impiegate, ma i semi delle noci della pianta che è una palma autoctona dell'india e della malesia.
Scritto da: giovanni botta | 13/01/2012
non è una risposta ma una correzione, nel senso che non sono le foglie di "betel" ad essere impiegate, ma i semi delle noci della pianta che è una palma autoctona dell'india e della malesia.
Scritto da: giovanni botta | 13/01/2012
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